Palazzo del Quirinale

Il Palazzo del Quirinale, sorge in un luogo che, per posizione elevata e particolare salubrità, ha ospitato fin dall’antichità nuclei residenziali, edifici pubblici e di culto: il colle del Quirinale. Un massiccio collinoso che ebbe grande importanza strategica e fu saldamente fortificato fin dall’età più antica; nel IV secolo a.C., fu compreso nella cinta muraria della città.

Il Quirinale con frontespizio di Nerone, Aloisio Giovannoli, 1616 - Rif.f.1

Il Quirinale con frontespizio di Nerone, Aloisio Giovannoli, 1616 - Rif.f.1

Qui sorse il tempio del dio Quirino che impose il nome al colle. Le presenze più imponenti furono certamente quelle delle terme di Costantino e del tempio di Serapide, edificato da Caracalla nel 217 d.C., da cui provengono i due gruppi scultorei dei Dioscuri che trattengono per le briglie i cavalli scalpitanti, la cui costante presenza portò il colle ad assumere il nome di Monte Cavallo. Un’area, quella del Quirinale, che si connotò fin dall’età repubblicana come area insediativa di tipo aristocratico, una particolare connotazione conservata anche in età imperiale; molte le residenze signorili tra cui quelle della Gens Flavia, dei Claudi e del poeta Marziale.

I Dioscuri, Battista Pittoni, 1520

I Dioscuri, Battista Pittoni, 1520 - Rif.f.2

Nel Medioevo il colle si popolò di chiese, palazzetti gentilizi e torri, mentre gli edifici antichi andavano in rovina ed i loro marmi cominciavano ad essere utilizzati per costruire nuove fabbriche. Nel '400 e all'inizio del '500, intorno alla piazza e lungo l'attuale via del Quirinale, si disposero palazzi e ville di nobili e prelati tra i quali il cardinale Oliviero Carafa, proprietario di una villa con vigna sul luogo dove oggi sorge il Palazzo del Quirinale. Nel 1550 la villa Carafa venne presa in affitto dal cardinale Ippolito d'Este, proprietario della Villa d'Este a Tivoli, che trasformò la vigna in un elaboratissimo giardino, arricchito da fontane, giochi d'acqua e sculture antiche. La bellezza ed amenità della vigna indussero papa Gregorio XIII a far ampliare la piccola villa affidando l'incarico del nuovo fabbricato all'architetto Ottaviano Mascarino, che realizzò un’elegante villa con facciata a portico e loggia collegate internamente da una splendida scala elicoidale; al progetto del Mascarino si deve anche il cosiddetto torrino, il belvedere che corona la palazzina. Alla morte di Gregorio XIII, il successore Sisto V acquistò dai Carafa la villa di Monte Cavallo per farne la sede estiva del pontificato. La piccola villa costruita dal Mascarino non era però sufficiente ad accogliere la corte pontificia ed a soddisfarne le esigenze di rappresentanza, per questo Sisto V affidò all'architetto Domenico Fontana l'incarico di ampliare l'edificio costruendo una lunga ala verso la piazza ed un secondo palazzo su via del Quirinale, così da formare un ampio cortile interno. Inoltre, lo incaricò di sistemare la piazza, provvedendo anche al restauro del gruppo scultoreo dei Dioscuri che fu completato con l'aggiunta di una fontana. Particolarmente significativo fu, poi, l'intervento di Clemente VIII, che concentrò le sue attenzioni sul giardino, ordinando tra l'altro la costruzione della monumentale Fontana dell'organo, ornata di mosaici, stucchi, statue ed animata dal suono di un organo ad acqua.

L'architettura del Palazzo, nell'aspetto che ancora oggi mantiene, fu portata a compimento nel corso del pontificato di Paolo V. L'architetto Flaminio Ponzio si occupò della costruzione dell'ala verso il giardino comprendente, tra l'altro, lo Scalone d'onore, la grande sala del Concistoro, oggi Salone delle Feste, e la Cappellina dell'Annunziata, affrescata da Guido Reni. Alla morte del Ponzio, nel 1613, gli subentrò Carlo Maderno, responsabile dell'intera ala sulla via del Quirinale. In questa parte del Palazzo, Maderno ricavò alcuni ambienti importanti quali la Sala Regia, oggi Salone dei Corazzieri, la Cappella Paolina e gli appartamenti papali. Completata sotto Paolo V l'architettura del Palazzo, nel corso del '600 si procedette alla definizione dei confini ed alla fortificazione dell'intero complesso del Quirinale, che venne esteso quasi fino all'incrocio delle Quattro Fontane.

Papa Urbano VIII fece recintare con un muro l'intero perimetro dei giardini, curò che fosse ampliato il fabbricato destinato all'alloggio delle guardie svizzere e fece costruire un basso torrione di facciata. Oltre a queste opere a carattere puramente difensivo, volle occuparsi anche dei giardini, che furono ampliati e dotati di nuove fontane, mentre a Gianlorenzo Bernini fu affidato il disegno della Loggia delle Benedizioni collocata sopra il portale principale della facciata del Palazzo. Nel corso del '600 fu messa in cantiere anche una delle imprese più rilevanti per la decorazione interna del Palazzo: Alessandro VII commissionò, nel 1656, un fregio ad affresco raffigurante scene dal Vecchio e dal Nuovo Testamento da realizzare nella lunga galleria che correva nell'ala del Palazzo prospiciente la piazza. Il fregio fu realizzato sotto la direzione di Pietro da Cortona, ed oggi è visibile nelle tre sale, Gialla, di Augusto e degli Ambasciatori, in cui la galleria fu divisa nel 1812.

Gli ultimi importanti interventi sull'architettura del complesso del Quirinale e sulle sue adiacenze furono portati a termine entro la prima metà del '700. Tra il 1721 ed il 1730 Alessandro Specchi e Ferdinando Fuga edificarono le Scuderie papali che affacciano sulla piazza all'imbocco di via della Dataria. Ferdinando Fuga fu anche il responsabile del completamento della Manica Lunga e della costruzione, all'estremità di quest'ultima, di una palazzina destinata agli uffici del Segretario delle Cifre, colui che si occupava dei carteggi diplomatici della Santa Sede, che in seguito verrà utilizzata come alloggio prima dei regnanti d'Italia e poi dei Presidenti della Repubblica. A lui si devono anche il Coffee-House nei giardini del Palazzo, e, sulla piazza, il Palazzo della Consulta, che doveva ospitare alcuni uffici e le guardie svizzere.

Veduta della Manica Lunga, secolo XVIII (Rif.f.3)

Veduta della Manica Lunga, secolo XVIII - Rif.f.3

All'inizio dell'800 la storia del Quirinale subisce una svolta che avrà un peso importante anche sulle vicende artistiche del Palazzo. Nel 1809 le truppe dell'esercito napoleonico occuparono Roma, catturando papa Pio VII e deportandolo in Francia; il Quirinale venne scelto dal governo napoleonico come residenza dell'Imperatore. In previsione di un soggiorno a Roma di Napoleone, che non avverrà mai, il Palazzo venne adattato alle nuove esigenze ed alla moda del gusto neoclassico, affidando all'architetto Raffaele Stern la responsabilità dei lavori.

Nel maggio 1814, Pio VII rientrò a Roma e tornò in possesso del Quirinale, adoperandosi subito per cancellare il più possibile le tracce dell'occupazione napoleonica. Fra gli interventi più importanti sono da ricordare gli austeri affreschi della Cappella Paolina e la definitiva sistemazione della Fontana dei Dioscuri. L'ultimo papa a soggiornare al Quirinale fu Pio IX, che lasciò traccia del suo pontificato facendo dipingere le volte di alcune stanze dell'appartamento di Paolo V ed affidando a Tommaso Minardi un dipinto murale di grande impegno quale la Missione degli Apostoli nella Sala degli Ambasciatori.

La Missione degli Apostoli, Tommaso Minardi (Rif.f.4)

La Missione degli Apostoli, Tommaso Minardi - Rif.f.4

Nel 1870, dopo la breccia di Porta Pia e l'annessione di Roma al Regno d'Italia, il Quirinale divenne residenza della famiglia reale. Per trasformare in reggia l'antico palazzo papale, alcune sale, in particolare dell'ala verso il giardino, vennero completamente ristrutturate adottando, nella maggior parte dei casi, uno sfarzoso stile Luigi XV, cui ben si adattarono i mobili settecenteschi che giunsero dalle regge di tutta Italia. Mobili, quadri, arazzi e varie suppellettili che costituiscono la maggior parte degli arredi che oggi si conservano nel Palazzo, mentre del passato pontificio rimane solo la collezione di grandi vasi orientali, le consoles di fine '600, ed alcuni quadri ed arazzi.

Dopo il 1946 le strutture architettoniche del complesso del Quirinale e gli arredi interni del Palazzo sono rimasti sostanzialmente inalterati; sotto l'amministrazione del Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, infatti, sono prevalsi criteri conservativi e di valorizzazione, tesi alla tutela del notevole patrimonio artistico e culturale concentratosi al Quirinale nel corso dei secoli.

Il Portale, Carlo Maderno (Rif.f.5)

Il Portale del Quirinale, Carlo Maderno - Rif.f.5


Riferimenti bibliografici e fonti: www.quirinale.it/qrnw/statico/palazzo/storia/storia.htm
Riferimenti fotografici: www.quirinale.it/qrnw/statico/palazzo/storia/immagini-htm/f-0170.htm, www.quirinale.it/qrnw/statico/palazzo/storia/immagini-htm/f-0128.htm, www.quirinale.it/qrnw/statico/palazzo/storia/immagini-htm/f-0002.htm, www.quirinale.it/qrnw/statico/palazzo/storia/immagini-htm/f-0005.htm, www.quirinale.it/qrnw/statico/palazzo/storia/immagini-htm/f-0169.htm

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Santa Maria del Popolo

Situata in Piazza del Popolo, una delle piazze neoclassiche più belle e famose d’Italia, la Chiesa di Santa Maria del Popolo è tra gli edifici più importanti del Rinascimento romano. I pellegrini che giungevano a Roma varcando Porta di Via Flaminia, la consideravano quasi una soglia di ingresso per il proprio percorso spirituale; da qui, la particolare cura del suo aspetto voluta, nel tempo, dai Pontefici.

Copia di 2

Santa Maria del Popolo – Archivio tuaRoma.it – Rif.f.1

Il primo nucleo, consistente in una piccola cappella, venne eretto nell’XI secolo in seguito alla demolizione del Mausoleo dei Domizi Enobarbi, tomba dell’imperatore Nerone, per ordine di papa Pasquale II. Successivamente, venne ricostruita ed ampliata, sotto Sisto IV della Rovere, dagli architetti Baccio Pontelli e Andrea Bregno, tra il 1472 ed il 1477, con aspetto rinascimentale. Tra il 1655 ed il 1660, papa Alessandro VII decise di restaurarla; a tal fine incaricò Gian Lorenzo Bernini, che le conferì la chiara impronta barocca che ancora oggi si può ammirare.

L’origine della parrocchia di Santa Maria del Popolo si deve al motu proprio Sacri apostolatus emanato da papa Pio IV il 1 gennaio 1561. Il pontefice in realtà eresse in parrocchia la chiesa di S.Andrea prope et extra Portam Famineam (S.Andrea del Vignola), con territorio desunto da quello di S.Lorenzo in Lucina. La parrocchia di S.Andrea, però, fu unita in perpetuo al priorato agostiniano di S.Maria del Popolo, disponendo che con i fondi della Camera Apostolica si costruisse un edificio di proprietà della chiesa di S.Andrea ma in usufrutto perpetuo del priorato agostiniano. Papa Pio V trasferì in S.Maria del Popolo redditi, diritti e funzioni parrocchiali di S.Andrea a Via Flaminia.

L’interno si presenta molto luminoso e diviso in tre navate; le cappelle laterali sono ricche di testimonianze rinascimentali. Nella prima cappella di destra, detta Della Rovere, vi sono gli affreschi del Pinturicchio raffiguranti l’Adorazione del Bambino e gli episodi della Vita di San Girolamo. La seconda cappella sulla sinistra, appartenuta alla famiglia Chigi, è stata progettata da Raffaello; l’artista eseguì anche i disegni per il mosaico della cupola, sull’altare una grande Pala con la Nascita della Vergine eseguita da Sebastiano del Piombo. La Cappella Cerasi conserva l’Assunzione della Vergine di Annibale Carracci e le celebri tele del Caravaggio, raffiguranti la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo, opere fondamentali per approfondire lo stile dell’artista, poiché caratterizzate da un realismo drammatico, rafforzato dall’intensa luminosità.

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Crocifissione di San Pietro (a sinistra) e la Conversione di San Paolo (a destra) – Rif. f. 2,3

Ospita, inoltre, architetture di Raffaello e del Bramante ed alcune sculture di Andrea Bregno e di Gian Lorenzo Bernini, come il magnifico organo sorretto da due angioletti in bronzo che simboleggiano la forza di Dio. In una lapide terragna, davanti alla Cappella del Crocifisso, si ha notizia della sepoltura di una Camilla Roncalli, morta nel 1608, e dal registro dei morti della chiesa si hanno notizie di sepoltura, avvenuta nel 1590, di Giovanni Roncalli di Sotto il Monte.

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