Ladri di biciclette

Roma, 1948. Film chiave del neorealismo italiano, interpretato da attori non professionisti e interamente girato in esterni sulla base di una sceneggiatura scritta da Cesare Zavattini e Vittorio De Sica. Premiato nel 1949 con l'Oscar come miglior film straniero. 

Ladri di biciclette

Ladri di biciclette (Rif.f 1)

Roma, secondo dopoguerra. Antonio Ricci, un disoccupato, trova lavoro come attacchino comunale. Per lavorare deve però possedere una bicicletta e la sua è impegnata al Monte di Pietà, per cui la moglie Maria è costretta a dare in pegno le lenzuola per riscattarla. Proprio il primo giorno di lavoro, però, mentre tenta di incollare un manifesto cinematografico, la bicicletta gli viene rubata. Antonio rincorre il ladro, ma inutilmente. Andato a denunciare il furto alla polizia, si rende conto che le forze dell'ordine per quel piccolo e comune furto non potranno aiutarlo. Tornato a casa amareggiato, capisce che l'unica possibilità è mettersi lui stesso alla ricerca della bicicletta. Chiede quindi aiuto a un suo compagno di partito, che mobilita i suoi colleghi netturbini con i quali, all'alba, insieme al figlio Bruno, che lavora in un distributore di benzina, si reca a cercare la bicicletta: dapprima a Piazza Vittorio e poi a Porta Portese, ...


Riferimenti bibliografici e fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Ladri_di_biciclette; www.film.tv.it/scheda.php/film/3831/ladri-di-biciclette/
Riferimenti fotografici: 1) www.film.tv.it/photogallery.php/film/3831/ladri-di-biciclette/

argomenti: FILM, PALCOePLATEA
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